Marke-Think Olistico: non accontentarti di essere il “meno peggio”

Essere un libero professionista nel mondo del lavoro sicuramente ti farà incontrare altri colleghi, altre persone che si occupano della tua stessa attività. Per te può rappresentare un motivo di crescita, oppure diventare motivo di scontro se guardi l’incontro sotto le lenti dell’invidia e della competizione.

Quando sei presente su internet con un sito o ad una fiera con il tuo stand, il fruitore ti osserverà, ti studierà e ti paragonerà agli altri…vuoi o non vuoi.
Qui hai 3 possibilità:

  1. cercare di primeggiare schiacciando tutto e tutti
  2. sforzarti di essere il meno peggio
  3. essere te stesso

Due di queste opzioni le abbiamo viste in altri articoli; in questo vedremo quali siano il dispendio di energie e la perdita di clienti che si nascondono dietro allo sforzarti di essere il meno peggio.

Come te anche io prima di diventare un libero professionista ho costruito la gavetta lavorativa alle dipendenze di “qualcuno che aveva più esperienza di me”  “qualcuno che ne sapeva più di me, ed ho imparato che da tutti i collaboratori c’è qualcosa, seppur minima e piccola, da imparare; quando di fronte alla spinta di migliorare il servizio, il prodotto anche con investimenti irrisori ci si accontenta, è

l‘inizio della fine. 

Molto spesso anche delle realtà lavorative dove ho lavorato: aziende che galleggiavano nella mediocrità senza la spinta al miglioramento olistico (aziendale, umano, economico etc).
Non ti nascondo che per me quando mi trovavo di fronte a queste politiche aziendali, non era molto semplice “rimanere” e dare il massimo, perchè

sembrava vogare controcorrente. 

Ho sempre trovato saggio lasciare realtà lavorative come queste, ora provo a tradurti con esempi pratici e metafore cosa è significato per me:

Il meno-peggio è mediocre

quindi genera un prodotto mediocre che non vuole essere unico, ma leggermente migliore del peggiore. E’ come convincersi che fumare una sigaretta nel traffico di New York sia meno dannoso dello smog in sè.

il meno-peggio non sa diversificarsi

E’ come quando fai compere in quei mega magazzini dove trovi prodotti con nomi simili all’originale, ma di qualità nettamente inferiore. Queste attività scopiazzano i prodotti, i servizi dei concorrenti, non hanno l’inventiva, la fantasia, lo stimolo a diversificare ciò che fanno.
Fare un panino al prosciutto e formaggio è qualcosa che ha centinaia di anni, ma se sai di essere unico troverai il modo di renderlo unicamente appetitoso.

il meno-peggio si accontenta ma non è contento

E’ il classico libero professionista, imprenditore che davanti alla possibilità di migliorare la propria azienda rimane fermo, non coglie l’opportunità di evolversi e di far evolvere i propri collaboratori ed infine i propri servizi.
Il meno-peggio si accontenta ma non è contento, perchè in fondo sa che questo atteggiamento lentamente ucciderà la propria attività lavorativa.

 

D’ora in poi puoi scegliere se costruire la tua fama di meno-peggio o avere fame di migliorarti…sempre!

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