MarkeThink Olistico: come si crea un team produttivo e felice?

Un’azienda diventa produttiva solo e solamente se alla base ci sono persone produttive.

Si ma cosa devono essere in grado di produrre le persone?

Profitto? Si ma non solo.
Risultati? Si ma non solo.
Crescita della clientela? Si ma non solo.
Aumento delle entrate? Si ma non solo.

Un team produttivo lo si riconosce dalla felicità che riesce a generare al proprio interno ed irradiare all’esterno verso la clientela. Conteranno i risultati, il profitto, quante visite riceve il portale, quante persone varcano l’entrata del negozio, ma senza felicità il team si svuoterà, diventerà sterile e alla fine sparirà.
Sembra una spiegazione cinica vero?
Ma le aziende e le imprese funzionano esattamente come gli organismi in Natura. Un organismo vivente (dalla medusa fino al ghiacciaio)  in Natura avvantaggia sempre la Vita; lo stesso procedimento dovrebbe avvenire nelle realtà lavorative.
Quando il profitto ed i risultati vengono prima della felicità è l’inizio della fine.

Come si crea un team produttivo e felice quindi? 

Vediamo assieme 9 e 1/2  strumenti pratici e semplici da usare:

  • Ogni elemento del team deve essere sè stesso

    Come in Natura l’elefante non si sforza di essere un’ anguilla, anche nell’azienda ogni componente deve avere la possibilità di essere sè stesso. E’ un dovere ed un diritto nello stesso istante.
    Un dovere perchè questo garantisce all’azienda di essere unica.
    Un diritto perchè permette a sè stesso di rimanere unico.

    Inutile cercare di cambiare un componente è come cercare di convincere un elefante che può diventare un’anguilla: assolutamente inutile!
    Se si è deciso di camminare insieme lavorativamente parlando non occorre trasformare gli altri; si può invece prendere la decisione più sensata del mondo: lavorare su sè stessi! 

  • Tutti i componenti apportano qualcosa in condivisione

    Se vengono rispettate le differenze e nello stesso tempo tutelate verrà naturale che la vita aziendale sia armoniosa; tutti i componenti potranno apportare il proprio talento mettendolo in condivisione con gli altri. Se io so pitturare, una seconda persona sa stuccare ed una terza sa aspirare la polvere la stanza verrà tinteggiata alla perfezione. Verrà tinteggiata in maniera egregia se ognuno eseguirà il proprio compito seguendo il proprio talento, senza intromettersi nel lavoro dell’altro, a meno che non abbia qualche intuizione da condividere.

  • avere un obiettivo che renda prima di tutto felici

L’obiettivo per cui si tira su un’azienda è aumentare la clientela, il profitto, le entrate da reinvestire.
Ma la domanda che bisogna porsi costantemente, ogni volta che si infila la chiave nella serratura dell’entrata, ogni volta che si effettua l’accesso al sito web è:  questo obiettivo rende felici?
Non serve a nulla puntare tutto sulle entrate se non esce felicità.
Ciò che fai deve renderti felice e rendere felici anche i tuoi collaboratori, altrimenti parliamo di statistiche, di numeri, di fredda matematica.

  • effettuare briefing costanti in cui tutti sono coinvolti

    Ciclicamente è proficuo incontrarsi per decidere assieme quali passi lavorativi da compiere, quali tappe percorrere.
    Il segreto per far funzionare il briefing: anche se ci sono dei fondatori del team, tutti hanno la possibilità di esporre la propria intuizione. Ecco, non c’è una sterile comunicazione “abbiamo deciso di fare perchè siamo i fondatori…” perchè questo depotenzia il team, lo demolisce alla base. Si crea già un’opposizione tra “chi ha fondato” e “chi si è aggregato in un secondo momento”. Chi ha iniziato a costruire il team deve essere di esempio e prima di prendere una decisione deve condividerla con gli altri ed appurare subito: genera felicità? Se non funziona all’interno come può funzionare quando incontrerà la clientela?

  • inserire sempre il briefing in un contesto rilassato e giocoso

La riunione, detta volgarmente, dovrebbe sempre svolgersi in un ambiente rilassato e rilassante, riservato, dove si può parlare con tono normale, senza urlare. Farlo in un locale dove la musica è alta, si sentono gli altri clienti parlare ad alta voce, dove si sente il rumore dei piatti nella cucina può disturbare la buona riuscita dell’incontro.
L’ideale sarebbe farlo all‘aria aperta (clima permettendo), affrontando i punti salienti e finire giocando. Il gioco, come per i bambini, ha la potenza di far fissare nel cervello cosa fare, come farlo e quando farlo.
1/2 Puntare sempre sul gioco affinchè il benessere non sia mai uno scherzo!

  • anteporre sempre l’aspetto umano a quello lavorativo

    Alla fine della giornata, alla fine della settimana, alla fine del mese, alla fine dell’anno, ogni istante siamo portati a fare bilanci tra il + ed il – , ma il bilancio che ci conta e conta il nostro appagamento è “come stiamo” personalmente e di conseguenza a lavoro. Certo, non occorre diventare tutti padri comboniani confessori, ma se vediamo un collaboratore in difficoltà il “come stai?” ed il successivo tempo di ascolto sono fondamentali per cementare il team.
    La persona prima del lavoratore!

  • mantenere gli standard di felicità alti

    Questo passo è successivo a quello precedente. Appena cominciano a comparire musi lunghi ed il mugugnare supera la musica di Bach in sottofondo, si ferma il treno e ci si interroga su cosa mina la felicità all’interno del team: un litigio, un malcontento, un’incomprensione.
    Ricorda che la felicità è l’unica cosa che non puoi falsare di fronte alla clientela; puoi giocare sull’entrate economiche, sull’odore del luogo, sulla raffinatezza dell’arredamento ma non sulla felicità dei componenti.
    Il cliente se non vedrà il sorriso e non sentirà la sua melodia, presto andrà altrove. 

  • trasmettere la felicità ai clienti…condividendola

    Quando la felicità scorre all’interno del team arriverà sicuramente quest’onda armoniosa anche ai clienti che si sentiranno a casa, coccolati. Ed è questo l’obiettivo finale, quello che genera il reale profitto, il reale benessere economico e spirituale dell’azienda.
    Un team sorridente e felice renderà felice il cliente! 

  • verificare gli effetti del lavoro di crescita personale e del team, sulla crescita dell’azienda

    I collaboratori possono concordare dei briefing intermedi in cui possono studiare sul campo se la loro felicità sia a livelli ottimali e se ciò apporta miglioramenti al profitto aziendale; capire se i clienti sono soddisfatti, se tornano, se portano con sè nuova linfa  e se la felicità dei lavoratori dipende esclusivamente dai numeri e dagli obiettivi raggiunti.
    La felicità deve essere ci prima e comunque pensando agli obiettivi, non il contrario, altrimenti se il risultato non viene raggiunto per svariati motivi, non per forza e direttamente connessi al team, si cade nel pessimismo.
    L’obiettivo mi rende felice? Si? E’ certo che lo raggiungerò

Buona costruzione del tuo team produttivo e felice!!! 
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